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sport

Michael Jordan entra nella Hall of Fame NBA 15Set09

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Il 12 settembre scorso la NBA ha ufficializzato l'ingresso nella Hall of Fame di quattro figure leggendarie del basket, americano e mondiale. Tra queste c'è anche l'indiscusso miglior giocatore di tutti i tempi, Michael Jordan.

Difficile dire cosa è stato MJ per il basket, forse il paragone più adatto sarebbe quello con Hulk Hogan. Un personaggio che grazie al suo ottimo lavoro ha saputo portare avanti "il baraccone" facendolo conoscere in giro, tuffandosi anche in contesti lontani dallo sport.  leggi tutto »

Calcio zen: Chinlone 02Feb09

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Chinlone è il nome di un'antichissima disciplina orientale che fonde danza e sport, per la precisione il calcio. Praticato nel Myanmar (Birmania) si tratta di un'esibizione che non può non affascinare e catturare lo spettatore.

Di solito vi è un atleta protagonista aiutato da cinque "compagni di squadra" che devono aiutarlo mantenendo la palla in aria. Se tocca terra il gioco semplicemente "finisce" e si ricomincia.

Tutto questo con un sottofondo ritmico suonato dal vivo che sottolinea i gesti atletici/artistici e coinvolge maggiormente lo spettatore.

C'è chi ha creato un film sul Chinlone, nato 1500 anni fa per dilettare la famiglia reale birmana, diretto da Greg Hamilton che è stato affascinato e letteralmente rapito dalla disciplina al punto da volerla «condividere con il mondo» in Mystic Ball.

In basso un video che mostra alcune delle forme che può avere questo sport. Purtroppo non ho ulteriori info sul film, consiglio di controllare sul sito ufficiale.

Nuovo spot Nike: Leave Nothing feat. Ennio Morricone (remix) 17Ott08

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La Nike ci ha viziato ormai, affidando a menti geniali i propri spot pubblicitari e le relative campagne promozionali. Dai tempi dell'au revoir di Cantona si sono susseguiti veri e propri cortometraggi di 30 secondi - 1 minuto.

Questa volta è il turno della campagna Leave Nothing con protagonisti due stelle della NFL: il running back dei San Diego Chargers LaDainian Tomlinson e il capelluto safety Troy Polamalu dei Pittsburgh Steelers. Attaccante contro temuto difensore (quasi 400 sacks all'attivo!) che vivono la loro vita, ripercorsa nello spot sin da piccoli, ignari del loro destino che li porterà a scontrarsi più volte nella prima lega mondiale.

Come colonna sonora un discreto (anche se sembra una bestemmia) remix di Ecstasy of Gold del maestro Ennio Morricone, brano che fa parte della colonna sonora de Il Buono il Brutto il Cattivo. Se non avete presente oppure la musica non vi dice nulla, leggete questo post e vi ricrederete.

In basso due video, lo spot "normale" e la versione estesa di 5 minuti.

via SuperPunch

Gli organi della velocista Nicola Sanders protagonisti dello spot Nike 28Set08

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Nicola Sanders è un'atleta che alle Olimpiadi di Pechino ha battuto il record di velocità nella staffetta 4x400, nonostante una carriera segnata da un problema cardiaco (risolto) e un grave infortunio.

Grazie alla sua forza d'animo è stata eletta atleta britannico del 2008 e i suoi organi sono diventati protagonisti del nuovo spot Nike per la campagna Here I Am.

In basso la versione sottotitolata in italiano.

Una ragazza priva di mezza gamba nuoterà alle Olimpiadi 19Maggio08

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Se a Oscar Pistorius è permesso gareggiare con delle protesi, perché non dovrebbe farlo Natalie Du Toit, giovane nuotatrice sudafricana che ha perso in un incidente d'auto metà gamba sinistra.

Il destino avverso non ha fermato gli allenamenti dell'atleta che è riuscita a conseguire risultati apprezzabili nei Campionati Mondiali di Nuoto Open Water (quarto posto nella "maratona" di 10 km...roba che io dopo 5 metri a stile libero riesco a sentire imprecare i miei polmoni) e a conquistare la qualificazione per le Olimpiadi 2008 a Pechino.

In quell'occasione Natalie ha pianto per la prima volta a causa di un successo sportivo per via del traguardo ottenuto nonostante l'handicap e per il suo amore per il nuoto, una passione per niente svanita dopo l'amputazione.

La ragazza non nuota con alcuna protesi e ciò la rende ancora più meritevole di lottare sotto i cinque anelli!

Il suo sito ufficiale: Natalie Du Toit

via Neatorama | foto Xiaming

Il calcio e i suoi limiti (prima puntata di una lunga serie) 28Ott07

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Ed eccomi a parlare nuovamente di calcio, nonostante io disprezzi questo sport noncurante dei fiumi di appassionati che possono non apprezzare il mio giudizio. E neanche in questo post mi impegnerò a lodare le virtù dello sport più sopravvalutato del mondo.

Giusto per dare un argomento sensato di cui parlare alle migliaia di giornalisti sportivi italiani (e ai vari salotti televisivi pieni di pseudo esperti, ex arbitri, ex giocatori e scosciate showgirls) durante Napoli - Juventus sono stati assegnati due calci di rigore perché l'attaccante si è letteralmente tuffato a terra senza aver ricevuto alcun contatto con un difensore. Ovviamente l'arbitro, essendo a una decina di metri dall'azione e con vari giocatori a coprire la visuale, non si è accorto di nulla. Questo è il momento ideale per elencare due pesanti limiti che il calcio ha:

il gioco è diretto da UN SOLO ARBITRO, e non ditemi che i guardalinee servono a qualcosa, o il quarto uomo. Faccio un paragone: il calcio richiede 22 giocatori su un campo lungo in media un centinaio di metri e largo 70. Una partita di pallacanestro coinvolge dieci giocatori su un campo lungo meno di 30 metri e largo 15... e tre arbitri ai livelli maggiori (ma minimo due). Nella NFL (massimo campionato di football americano) il campo è grande all'incirca quanto quello di calcio ma gli arbitri sono SETTE. Uno principale, altri sei piazzati ovunque. E se lo staff arbitrale è in disaccordo, si ferma tutto consultando un replay fino a quando non si è sicuri della decisione.
Per migliorare in modo ragionavole l'apporto dato dal direttore di gara, dovrebbero essere presenti almeno due altri arbitri, ognuno posizionato a fondo campo. Utilissimi per scoprire un fallo in area sottoporta, un goal fantasma ecc. Dovrebbero.

I giocatori puntano al "trucco" e non al puro fine del gioco, cioè spedire quella dannata palla nella porta. Buttarsi a terra ormai è una prassi insegnata nelle scuole di calcio, e non ditemi che non è vero. Ormai al minimo contatto qualsiasi giocatore di butta a terra come se fosse stato trafitto da una freccia avvelenata. Provate a contare quanti episodi del genere avvengono in una partita. Ormai un attaccante non cerca di forzare il contatto per averne la meglio, ma si butta a terra per ottenere un calcio di punizione. Non cerca di superare il difensore con agilità o potenza, ma si tuffa come un wrestler dopo aver ricevuto un pugno (finto), sperando di ottenere un calcio di rigore.

Questi due aspetti, che potrebbero essere associati a molti altri, fanno del calcio uno degli sport più pietosi del mondo, e non parlatemi del curling. Per approfondire, propongo il video di Gilardino del Milan che si tuffa, ma visto che è un campionato internazionale (la Champions League) l'arbitro non può far altro che ammonirlo.

Credit per la foto: Stella Gonzales