Ed eccomi a parlare nuovamente di calcio, nonostante io disprezzi questo sport noncurante dei fiumi di appassionati che possono non apprezzare il mio giudizio. E neanche in questo post mi impegnerò a lodare le virtù dello sport più sopravvalutato del mondo.
Giusto per dare un argomento sensato di cui parlare alle migliaia di giornalisti sportivi italiani (e ai vari salotti televisivi pieni di pseudo esperti, ex arbitri, ex giocatori e scosciate showgirls) durante Napoli - Juventus sono stati assegnati due calci di rigore perché l'attaccante si è letteralmente tuffato a terra senza aver ricevuto alcun contatto con un difensore. Ovviamente l'arbitro, essendo a una decina di metri dall'azione e con vari giocatori a coprire la visuale, non si è accorto di nulla. Questo è il momento ideale per elencare due pesanti limiti che il calcio ha:
il gioco è diretto da UN SOLO ARBITRO, e non ditemi che i guardalinee servono a qualcosa, o il quarto uomo. Faccio un paragone: il calcio richiede 22 giocatori su un campo lungo in media un centinaio di metri e largo 70. Una partita di pallacanestro coinvolge dieci giocatori su un campo lungo meno di 30 metri e largo 15... e tre arbitri ai livelli maggiori (ma minimo due). Nella NFL (massimo campionato di football americano) il campo è grande all'incirca quanto quello di calcio ma gli arbitri sono SETTE. Uno principale, altri sei piazzati ovunque. E se lo staff arbitrale è in disaccordo, si ferma tutto consultando un replay fino a quando non si è sicuri della decisione.
Per migliorare in modo ragionavole l'apporto dato dal direttore di gara, dovrebbero essere presenti almeno due altri arbitri, ognuno posizionato a fondo campo. Utilissimi per scoprire un fallo in area sottoporta, un goal fantasma ecc. Dovrebbero.
I giocatori puntano al "trucco" e non al puro fine del gioco, cioè spedire quella dannata palla nella porta. Buttarsi a terra ormai è una prassi insegnata nelle scuole di calcio, e non ditemi che non è vero. Ormai al minimo contatto qualsiasi giocatore di butta a terra come se fosse stato trafitto da una freccia avvelenata. Provate a contare quanti episodi del genere avvengono in una partita. Ormai un attaccante non cerca di forzare il contatto per averne la meglio, ma si butta a terra per ottenere un calcio di punizione. Non cerca di superare il difensore con agilità o potenza, ma si tuffa come un wrestler dopo aver ricevuto un pugno (finto), sperando di ottenere un calcio di rigore.
Questi due aspetti, che potrebbero essere associati a molti altri, fanno del calcio uno degli sport più pietosi del mondo, e non parlatemi del curling. Per approfondire, propongo il video di Gilardino del Milan che si tuffa, ma visto che è un campionato internazionale (la Champions League) l'arbitro non può far altro che ammonirlo.
Credit per la foto: Stella Gonzales







